Santa Cecilia 2013: un concerto memorabile!

Sarà stata la magia della musica di Giuseppe Verdi, sarà stata la mano protettrice di Santa Cecilia, ma il concerto del Coro di Subiaco tenutosi il 30 novembre in onore della Santa protettrice della musica - e in ricordo del bicentenario verdiano - si è trasformato in un vero e proprio evento musicale.

Una fantastica miscela di musica immortale, di maestri musicisti di livello assoluto e cantanti solisti di cristallino valore, della direzione come al solito impeccabile e del coro polifonico in giornata di grazia, ha reso il concerto di Santa Cecilia 2013 un concerto memorabile.

Il pubblico, interessatissimo, ha gremito la Sala Salvi fino all’inverosimile con elevate aspettative e queste non sono andate assolutamente deluse, tanto che poi ha costretto gli artisti - costretto si fa per dire - ad eseguire addirittura tre diversi brani per il bis.

Va da se che le pagine dell’immortale musica verdiana scelte per il concerto, “Va Pensero”, “Si ridesti il Leon di Castiglia”, “Coro di Crociati e Pellegrini”, “Vedi le Fosche notturne”, “Stride la Vampa”, “La Vergine degli Angeli”, "Caro Nome", "Niun mi tema", “Noi Siamo Zingarelle” e “Libiam ne’ lieti calici” tratte da opere come il Nabucco, l’Ernani, il Trovatore, Otello, Rigoletto, La Forza del Destino sono di sicuro effetto, ma è certo che i solisti Elena Cignitti, Annalisa Quaresima e Simone Lollobattista, insieme al Coro di Subiaco hanno saputo renderli magnificamente ad una platea vasta ed esigente. Notevole anche il contributo dei Maestri Stefano Quaresima e Francesco Basanisi al pianoforte, che con arrangiamenti operistici a quattro mani hanno saputo ricreare l’atmostera di una intera orchestra eseguendo anche alcune ouverture. Ineccepibile la direzione del Maestro  Fernando Stefanucci  la cui indubbia maestria ha permesso a tutti, solisti musicisti e cantanti, di fondersi in una sola musica. Inoltre, e per la prima volta, i coristi hanno impreziosito i brani “Noi siamo Zingarelle” e “Vedi le Fosche notturne” anche con il supporto ritmico di triangoli e tamburello caratterizzando maggiormente l’esecuzione e dimostrando un notevole eclettismo.

Indubbiamente chi ha potuto partecipare ha perfettamente compreso come questo concerto resterà stagliato per anni nella memoria di tutti gli amanti della musica, a Subiaco e nel sublacense, e potrà con orgoglio dire: ”Io c’ero!”.

 

Benedetto Appodia

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